La storia

La storia

Il convento ha origini antichissime. Fu costruito da San Francesco, intorno al 1200, durante un suo pellegrinaggio da Assisi a Loreto.

Nel portico si possono ammirare ancora affreschi del XIII e XV secolo che illustrano gli episodi più importanti della vita del Poverello di Assisi. Nelle vicinanze del Convento, inoltre, si trova il pozzo presso il quale San Francesco avrebbe cambiato l'acqua in vino per rinfrancare gli operai stanchi del lungo lavoro.

Si narra che il conte da Varano di Camerino abbia regalato a San Francesco il terreno in cui ora sorge il convento per farvi costruire un luogo di ristoro per i numerosi fedeli che ogni anno si recavano in pellegrinaggio al santuario di Loreto. Durante la costruzione, gli operai, stanchi del lungo lavoro, minacciarono di smettere la loro opera se non avessero ricevuto al più presto del vino. Il Santo allora, prese l'acqua del pozzo che ora si trova all'interno del chiostro e la cambiò in vino.

Dopo essere stato un convento francescano divenne un lazzaretto finché, alla fine dell'XIX secolo, Napoleone entrando in Italia vendette i beni della Chiesa, e il convento fu acquistato da Sante Rosi, un prete della vicina Camerino.

Fonti storiche
"San Francesco, nell'anno 1215, o nel seguente, dopo aver visitato Osimo, Ancona e Macerata, s'inoltrò verso Camerino posta su di un giogo dell'Appennino, città fortissima. E prima sostò nel Colle di Agnano, detto anche monte Santo e vi fondò un convento chiamato Sperimento. Imperocchè i Camerinesi volendo esser persuasi dei costumi e della vita dei Francescani, se cioè fossero conformi a quelli del loro patriarca, a spese pubbliche fabbricato quel piccolo convento, gli diedero il nome che significasse la prova dai medesimi intesa.

Dopo non molti anni furono i frati introdotti in città, in altro luogo fabbricato pure dal comune, che nel 1502 il Pontefice Alessandro VI concesse agli Osservanti, toltili dal luogo dove si costruì la rocca. Partitosi il Santo da Camerino se ne andò a Matelica e di là tornò nello stato e precisamente al luogo detto della Trave di Bonante per edificarvi un nuovo ritiro. Durante la fabbrica accorse un giorno che gli operai, stanchi dal lavoro e spossati dal caldo, reclamassero un poco di vino per riprendere vigore e tornare più alacri alla fatica. Il Santo mandò subito, al vicino castello di Giove, due dei suoi frati per accattarne dai benefattori.

Ma tardando costoro e crescendo i lamenti dei muratori, San Francesco, compatendo la loro sofferenza, s'incamminò ad un pozzo vicino e fattovi sopra il segno della croce, l'acqua si conventì in ottimo vino, del quale abbondantemente, per un'ora intera, tutti poterono attingere e dissetarsi. Si trovò presente un tale Giovanni da Altino, del contado camerte, il quale non solo bevve di quel vino prodigioso, ma narrò altresì lo straordinario caso a frate Bonaventura da Tolentino. Costui e tutti gli altri presenti divulgarono poi il fatto dovunque." (1)

"Aveva San Francesco, mentre visse, fatta qualche dimora in Camerino, nel cui stato fondò alcuni conventi e operò diversi miracoli: fra questi segnalato fu quello del quale fanno indubitata fede la non interrotta tradizione e le memorie, che ancora oggi veggonsi nel luogo detto il Ponte della Trave di Bonante, in distanza 4 miglia, a mezzogiorno da Camerino, sulla strada romana.

Quivi il Santo fabbricando una chiesa e convento per abitazione dei suoi frati, mancò il vino agli operai, che insofferenti per tal mancanza voleano abbandonare il lavoro. Avvisatone il Santo che stava orando avanti un'imagine del Crocifisso Signore, accorse e provvide, ma con modo sovrumano, al bisogno; posciachè estratto un secchio d'acqua dal pozzo ivi contiguo, e fattovi sopra il segno della Santa Croce, si convertì quella ad un tratto in ottimo vino, che servì a quelli artieri in ristoro, non meno che in pentimento delle impazienze e mormorazioni tra loro.

Il Crocifisso dipinto in legno, avanti cui faceva orazione il Santo, conservasi ancora oggi, ben coperto, nell'altarte, ossia cappella eretta anticamente nella medesima Chiesa, dai Savini famiglia nobile di Camerino, d'onde compartisce continue grazie ai suoi divoti; e nei bisogni gravi, è solito portarsi processionalmente per quei contorni, ove interviene numeroso popolo da vicini e lontani paesi. Il pozzo dell'acqua miracolosa medesimamente resta tuttavia nell'orto dello stesso convento, dal quale cavasene spesso per beneficio dell'infermi. Viene registrato il suddetto prodigioso fatto, nelle cronache francescane, ma specialmente dal celebre Waddingo, nell'annali serafici dell'anno 1215 nel quale dicesi occorso." (2)

"La Trave: luogo alla Foresta preso dal P. S. Francesco, ove egli operò il miracolo convertendo l'acqua in vino; e come testificano le istorie, durò questa conversione per un'ora intera." (3)

"HAEC IMAGO QUAM VENERARIS PRECIBUS DIVI FRANCISCI CONVERTIT AQUAM PUTEI IN OPTIMUN VINUM MCCXV" (4)


 
Bibliografia
(1) Waddingus Ann. Minor Romae. 1731. Volume I pag 234 ad ann. 1215 n. XXIII
(2) Camerini Agg. mss. al Lili St. di Camerino. Parte I pag. 244.
(3) Civalli Vis. triennale (1594) nel Colucci. Antichità Picene vol. XXV p.70.
(4) "Questa immagine che tu veneri, per le preghiere di San Francesco, cambiò l'acqua del pozzo in ottimo vino l'anno 1215". Iscrizione presente alla base della croce innanzi alla quale il Santo pregava prima di compiere il prodigio.